L'architettura dei Ricoveri Notturni Levi in un album dello studio Achille Ferrario. L'accoglienza agli immigrati a Milano agli inizi del Novecento

L'architettura dei Ricoveri Notturni Levi

in un album dello studio Achille Ferrario.

L'accoglienza agli immigrati a Milano

agli inizi del Novecento

 

Maria Cristina Brunati

 

 

Intorno al 1905 lo studio milanese fondato da Achille Ferrario (1848-1914) realizzò una campagna fotografica sui Ricoveri Notturni Levi, appena costruiti, allo scopo di documentare le peculiarità dell'edificio, mettendone in evidenza i caratteri di modernità e le scelte del progettista, ingegnere Luigi Mazzocchi. Questo servizio, rimasto finora inedito nella bibliografia del professionista, si inseriva a pieno titolo nell'attività dello studio, specializzato in fotografie di opere d'arte e di architetture. Nel caso dei Ricoveri Notturni, le riprese diedero luogo alla realizzazione di un album che è oggi conservato nella Fototeca storica dell'ASP Golgi-Redaelli di Milano. Attraverso questo documento, i promotori del nuovo dormitorio cittadino intendevano illustrare la risposta data dai milanesi ad una delle emergenze più sentite in quel momento in città e costituita da un imponente flusso migratorio, sollecitato dallo sviluppo industriale del capoluogo e dal contestuale declino del lavoro nelle campagne.

L'edificio, costruito in zona periferica fuori Porta Vigentina all'angolo fra via Cesare Balbo 23 e via Francesco Soave 17, grazie ai proventi di una raccolta fondi promossa dal Comitato per i Ricoveri Notturni gratuiti e al generoso interessamento del banchiere israelita Giuseppe Levi (1830-1909), venne inaugurato il 25 giugno 1905. Lo stabile poteva accogliere 450 ospiti: 300 uomini e 150 tra donne e bambini.

L'organizzazione degli spazi, semplici e disadorni, come documentano dettagliatamente gli scatti, era improntata a criteri di massima funzionalità e igiene: i cameroni per gli uomini erano provvisti di tavolacci in legno che fungevano da giacigli, mentre quelli delle donne e dei ragazzi erano dotati di letti più confortevoli. Ogni reparto era provvisto di bagni, spogliatoi con docce, lavatoi e lavapiedi in marmo per la pulizia personale degli utenti. Il caseggiato era inoltre dotato di un sofisticato macchinario per la disinfezione della biancheria e di un impianto di riscaldamento dell'acqua. I Ricoveri Notturni passarono in gestione all'Eca di Milano (oggi ASP Golgi-Redaelli) nel 1938. L'edificio di via Soave non esiste più, distrutto da un bombardamento aereo il 14 febbraio 1943.

PALAZZO LOMBARDIA

(Sala Biagi, ingresso n. 4, 1° piano)

Piazza Città di Lombardia - Milano

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