Eugenio Avanzi, un fotografo italiano nella Buenos Aires di inizio Novecento

Eugenio Avanzi, un fotografo italiano

nella Buenos Aires di inizio Novecento

 

Silvana Basile

 

 

Nel contesto storico argentino, la fotografia è sempre stato strumento privilegiato per documentare gli avvenimenti storici, le trasformazioni del paesaggio e lo sviluppo edilizio. Il patrimonio architettonico porteño di fine Ottocento e primo Novecento può essere ben compreso attraverso lo straordinario valore documentario dell’opera di fotografi italiani (che a seguito del massiccio arrivo di immigrati, a partire dal 1875 li portò ad avere grande rilevanza nella professione) e soprattutto di Eugenio Avanzi. A lui si deve un importante apporto all’archivio visivo dei beni culturali e architettonici della città di Buenos Aires, straordinaria fonte documentaria di quando la Nazione incominciava a mostrare i risultati di una rapida e vigorosa modernizzazione, da cui è possibile tracciare il momento storico di una stagione architettonica tra le più ricche e variegate vissuta dal paese, costruita con il fondamentale contributo di architetti, costruttori e maestranze italiane.

Il 29 aprile del 1883, all’età di 29 anni, Avanzi (nato nella provincia di Parma) arrivò al porto di Buenos Aires dove venne registrato dall’ufficio immigrazione come ‘artista’. Iniziò subito la sua attività di fotografo aprendo nel centro cittadino lo studio “Fotografía Aurora”, piccolo laboratorio dedito soprattutto alla ritrattistica. Da subito emerse il suo interesse per la ripresa di esterni, quale un “moderno vedutista”, portandolo a vincere numerosi premi.

Il boom della cartolina, avvenuto tra il 1890 e il 1930, vide Avanzi protagonista. Per la qualità delle sue immagini collaborò con i migliori editori dell’epoca, tra cui il prestigioso R. Rosauer, il quale pubblicò una serie ‘de vistas’ della città di Buenos Aires, strumento per mostrare al mondo la fiorente Reina del Plata.

Gli interni delle abitazioni private furono un soggetto scarsamente documentato dai fotografi professionisti, Avanzi raccolse in due album (inizio Novecento) una serie di fotografie di interni di residenze delle tradizionali famiglie porteñas, che per la loro alta qualità artistica offrono un’inusuale spaccato della media borghesia. Queste immagini testimoniano un periodo di grandi trasformazioni nella struttura urbana e sociale della Capitale argentina. Il carattere documentale delle sue immagini le rende una preziosa testimonianza visiva del passato, fonte privilegiata di informazione storica, che hanno contribuito a sancire l’importanza di edifici (in gran parte di professionisti e maestranze italiane) che furono o sono tuttora elementi fondamentali della città e identitari per la società.

Agevole strumento per catalogare, archiviare e divulgare, in schede visivo-documentarie, oggetti architettonici, frammenti di città, quasi una “storia architettonica in immagini” della ricchezza del patrimonio culturale porteño.

PALAZZO LOMBARDIA

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