I ponteggi in fotografia. Racconto dell’evoluzione del cantiere

I ponteggi in fotografia.

Racconto dell’evoluzione del cantiere

 

Laura Papa

 

 

Architettura e fotografia sono partners speciali dal momento in cui la fotografia è nata, l’immobilità dell’una è occorsa a vantaggio degli iniziali limiti tecnici dell’altra. Pertanto il dialogo continuo tra architettura e fotografia prosegue a partire dalle isolate architetture di Anderson fino alla testimonianza storico-documentaria di costruzione, restauro e difesa dagli eventi bellici di molti monumenti.

Protagonista delle immagini il ponteggio: viluppo intricato di legno o complessa ‘gabbia metallica’ aggrappata ai fabbricati destinata a scomparire senza lasciare alcuna traccia ma il cui ruolo è imprescindibile per la realizzazione, la tutela o anche la protezione dell’edificio che dentro essi si cela. Strutture provvisionali destinate alla costruzione o demolizione, ponteggi per il restauro e infine impalcature, veri e propri castelli, per la protezione dalle incursioni aeree durante le due guerre. In tal senso racconto della nascita delle odierne città, così come le vediamo oggi, dei grandi restauri, della ricostruzione. La realizzazione di ognuna di queste strutture richiede spesso accorgimenti specifici che trovavano soluzione in opera, indubbie occasioni in cui la pratica di cantiere, il contatto con il mestiere, diviene solido fondamento alla teoria.

Nonostante le impalcature lignee trovino ancora larga testimonianza nel XX secolo, soprattutto ove siano necessari puntellamenti, la comparsa dell’elemento ferro caratterizza i ponteggi del Novecento, l’elemento metallico inizialmente collega e aggancia i vari elementi lignei. Ben presto la lungimiranza e la propensione all’imprenditoria di Ferdinando Innocenti daranno sviluppo a un brevetto inglese, intravedendo le possibilità del giunto tubolare - conosciuto presto con l’omonimo nome del suo scopritore - egli darà il via al “ponteggio tubolare Innocenti”, destinato a soppiantare le precarie impalcature in legno. Il sistema giunto-tubo è l’ideale laddove siano richieste un’elevata resistenza associata ad una grande flessibilità d’impiego.

Quest’ultimo punto accompagna tutta l’evoluzione della storia del ponteggio e del cantiere con la realizzazione, nel nostro secolo, di sistemi di ancoraggio in grado di seguire la flessibilità di edifici molto alti come ad esempio è accaduto nei lavori di restauro della guglia maggiore del Duomo di Milano.

Il tema della sicurezza sul lavoro affianca naturalmente la vita del cantiere edile costituendone uno dei momenti più drammatici caratterizzato, nella sua storia, da rovinosi crolli e pericolose cadute.

 

 

 

 

 

 

 

 

PALAZZO LOMBARDIA

(Sala Biagi, ingresso n. 4, 1° piano)

Piazza Città di Lombardia - Milano

info@fotografiaperlarchitettura.eu

Copyright © All Rights Reserved