Fotografare per conoscere. Un caso studio lombardo

Fotografare per conoscere. Un caso studio lombardo

 

Maria Teresa Feraboli, Maria Manuela Leoni

 

 

Il poster nasce dalla sintesi di un lavoro di ricerca - “L’architettura in Lombardia dal 1945 ad oggi. Selezione delle opere di rilevante interesse storico-artistico” - promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e Regione Lombardia e condotto dal Politecnico di Milano. Scopo della ricerca era individuare una selezione di opere di architettura contemporanea, ricostruendone la storia oltre le consuete indagini bibliografiche, attingendo, lì dove possibile, agli archivi e sempre alla fisicità del manufatto nelle sue condizioni attuali.

L’uso della fotografia come fonte primaria di riconoscimento della storicità dell’opera è stato fondamentale, soprattutto in quei casi (la maggioranza) di cui la consistenza storiografica si riduceva a poche notazioni biografiche. La ricerca si è dunque avvalsa della fotografia: le immagini storiche (materiali d’archivio) sono state utilizzate come strumenti per ricostruire la storia segreta delle architetture, dalle loro fasi di cantiere alla realizzazione finale. Sono state cioè valutate come documenti d'archivio, che hanno accompagnato diversi aspetti del lavoro di un architetto, capaci di testimoniare il nascere e il divenire di un edificio nel tempo, dalla concezione fino alle vicende di trasformazioni, in vista anche di un eventuale restauro, fissandone l’immagine a precise soglie storiche.

Sono ad esempio documenti di cantiere le fotografie della Piscina del parco Solari di Arrighetti a Milano (1963) o dello Stabilimento Olivetti (1962-1969) a Crema di Zanuso. Sono invece documento di progetto per Mattioni e il complesso in piazza San Babila (1953-1957) o per Giuseppe Pizzigoni e il ridotto del Teatro Donizetti a Bergamo (1959-1964). Sono anche promotori di un’iconografia popolare come nel caso delle cartoline di Metanopoli o del complesso Moretti in corso Italia, prima ancor che la storiografia le rendesse meritorie di più approfondite ricerche. Sono infine testimonianza storica delle alterazioni subite, come nel caso della scuola materna di Mucchi a Muscoline (Brescia) o di casa Contini di Gentilini a Cremona. Le fotografie di cantiere, inoltre, forniscono informazioni sullo stato della tecnica edilizia e, spesso, ricordano il ruolo delle imprese costruttrici che la storiografia ufficiale ha per lungo tempo trascurato.

Una seconda, e non meno importante, categoria di fotografie è quella costruita ex novo attraverso apposite campagne di rilevamento. In questo tipo di indagini, infatti, la fotografia ha il ruolo di strumento primario di conoscenza, base per ogni eventuale esegesi iconografica. Essa è, soprattutto, lo strumento attraverso cui la storia prende la sua forma concreta e l’edificio scende dall’astrazione della mera descrizione per farsi oggetto unico e individuale.

PALAZZO LOMBARDIA

(Sala Biagi, ingresso n. 4, 1° piano)

Piazza Città di Lombardia - Milano

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