Renzo Zavanella. Architetture Silenziose

Renzo Zavanella. Architetture Silenziose

 

Davide Allegri

 

 

Il poster rende conto del lavoro di riscoperta di un’interessante quanto quasi del tutto sconosciuta figura del Novecento architettonico lombardo, che ha operato silenziosamente lungo quasi tutto il secolo scorso. La ricerca, che a breve vedrà una formalizzazione editoriale, è volta al recupero storiografico - attraverso un’attenta ed approfondita analisi delle fonti, dei progetti e degli scritti - dell’opera dell’architetto e designer Renzo Zavanella. Mantovano di origine, opera principalmente a Milano e più in generale in Lombardia tra gli anni trenta e settanta del Novecento. “Compagno di strada, prima, dei giovani razionalisti dell’officina milanese; [...] protagonista anche, per un’effimera stagione, del processo di rinnovamento dell’immagine del prodotto industriale con le sue realizzazioni nel campo dell’industria dei trasporti, Renzo Zavanella ha attraversato quasi in punta di piedi il racconto della storia dell’architettura italiana [...] senza che tracce consistenti di questa sua costante presenza avessero modo di venir registrate dai sismografi a largo raggio della storiografia ufficiale” (Irace, 1987). La ricerca, sviluppatasi per tre anni, ha visto studi sistematici e approfonditi sull’intero corpus di materiali presenti nell’archivio CSAC di Parma.

Di origini umilissime, legato da una profonda amicizia con Lucio Fontana (con il quale collabora in diversi progetti e realizzazioni), Zavanella costruisce un percorso professionale che lo porta a essere premiato- nel 1954 a San Paolo del Brasile - da una giuria d’eccezione, composta, tra gli altri, da Frank Lloyd Wright, Mies Van der Rohe, Walter Gropius e Le Corbusier. Il poster vuole render così conto, attraverso la proposizione inedita di alcune fotografie storiche d’archivio, di una delle ‘storie minori’ dell’architettura italiana restituendo la straordinaria originalità dell’opera zavanelliana, fino ad oggi rimasta confinata in una dimensione silente e quasi invisibile tra le pieghe della storiografia del Moderno. Alle fotografie e al pudico quanto fulgido bianco e nero d’epoca il compito di dispiegare in un breve quanto intenso racconto gli allestimenti, gli uffici, il design delle carrozze sullo sfondo della Milano del secondo conflitto bellico, già simbolo della rinascita del Paese e - di lì a qualche lustro - del boom economico e del miracolo italiano.

PALAZZO LOMBARDIA

(Sala Biagi, ingresso n. 4, 1° piano)

Piazza Città di Lombardia - Milano

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